Botulino: applicazioni estetiche e non solo

Molti associano la parola “botulino” al mondo della medicina e della chirurgia estetica, associandola al desiderio dell’eterna giovinezza e al mito della bellezza. Infatti, il BOTOX® è il primo farmaco a base di tossina botulinica approvato nel 2002 dalla FDA (Food and Drug Administration, ovvero l’agenzia regolatoria che vigila sui medicinali negli Stati Uniti) per il miglioramento temporaneo delle rughe di espressione e per mitigare le “zampe di gallina”, solchi presenti nella regione tra le sopracciglia e la radice del naso. Il farmaco è in realtà composto da una potente tossina di origine batterica e, oltre ad avere una grande varietà di applicazioni in campo medico, può essere tanto nociva quanto fatale per l’uomo. Data l'origine del prodotto, questo va utilizzato con estrema cautela in quanto potrebbe facilmente passare da utile farmaco a veleno. Come?


Partiamo dalle basi.


Cos'è il botulino?

Il botulino (o Clostridium botulinum) è un batterio Gram positivo che si trova nel suolo e vive in assenza di ossigeno (batterio anaerobico). Il microrganismo può produrre diverse tossine, tra queste la famosa neurotossina botulinica responsabile del botulismo. Oltre alla produzione di sostanze tossiche per l'uomo, la pericolosità di questo batterio risiede nella sua caratteristica produzione di spore, ossia forme di resistenza microbica a condizioni ambientali avverse (alte e basse temperature, radiazioni ultraviolette) grazie alla loro quiescenza.


Il botulismo si presenta sotto varie forme:


  • botulismo alimentare, quando si consumano alimenti contaminati da tossine botuliniche;

  • botulismo da ferita, quando le spore penetrano in una ferita e, in presenza di bassa tensione di ossigeno, proliferano e producono la tossina che viene poi immessa in circolo;

  • botulismo infantile, causato dall’ingestione di spore, che poi proliferano nell’intestino del lattante sotto l’anno di vita o del bambino e in un secondo momento rilasciano la tossina;

  • botulismo iatrogeno dovuto all’errata somministrazione delle tossine botuliniche a scopo terapeutico o cosmetico;

  • botulismo da inalazione, dovuto al rilascio deliberato o accidentale delle tossine botuliniche nell’ambiente.


Non è invece possibile la trasmissione interpersonale, da persona a persona, quindi il botulismo non è considerato contagioso.


Ma vediamo più nel dettaglio l’Intossicazione alimentare da botulino.


Botulismo alimentare

Il botulismo è una patologia paralizzante che, a seconda della dose di tossina, può avere diversi livelli di gravità. Il botulismo di origine alimentare rappresenta la causa più comune di intossicazione e si verifica attraverso l’ingestione di alimenti impropriamente preparati e/o conservati. Sono sufficienti piccolissime quantità (dell’ordine di 0,1 g) per causare la malattia.


Tra i cibi più comunemente esposti alla contaminazione da parte del Clostridium Botulinum, rientrano le conserve non acide (ad esempio il pesto) dal momento che il loro basso contenuto di acido crea un ambiente favorevole per la germinazione delle spore e la creazione di tossine. Diversamente la salsa di pomodoro, acida, non permette la crescita del batterio. Rientrano nei cibi più contaminati anche le preparazioni di carne e di pesce in olio o al naturale, salumi, le verdure sottolio, gli oli aromatizzati, conserve e i vegetali lessati.


Generalmente a segnalare la presenza di botulino nell'alimento sono il rigonfiamento del coperchio e alterazioni come muffa, irrancidimento, rammollimento e comparsa di bollicine. Inoltre, il batterio risulta particolarmente pericoloso perché in grado di proliferare pur mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche dell'alimento. Per evitare questo, nel settore industriale vengono utilizzati conservanti alimentari specifici.


Le probabilità di contaminazione e le brutte sorprese aumentano per i prodotti alimentari casalinghi, in quanto non sempre vengono adottati corretti comportamenti igienico-sanitari durante la loro preparazione. Per evitare tali pericoli, sono state emesse delle lingue guida sulla corretta preparazione di conserve alimentari.


Il botulismo ha un periodo di incubazione di 12-48 ore (in casi eccezionali fino a 8 giorni) e si manifesta con sintomi come diarrea, vomito, nausea e dolori addominali; seguono problemi neurologici e respiratori, secchezza della bocca, disturbi della fonazione e della deglutizione e alterazioni della vista. L'aggravamento può portare a morte per paralisi respiratoria e conseguente asfissia.


Il botulismo è quindi una malattia grave che può avere delle conseguenze mortali e non a caso la tossina botulinica è uno dei veleni più potenti noti all'uomo. L’Italia è uno dei Paesi europei con il maggior tasso di incidenza del botulismo alimentare. Dal 1986 al 2019 sono stati confermati in laboratorio 355 incidenti di botulismo che hanno coinvolto 515 persone.


A partire dal meccanismo d’azione della tossina botulinica è possibile comprendere perché il botulismo possa essere in alcuni casi fatale e in altri, come nella medicina estetica, dare risultati eccezionali.


Come agisce il botulino?

La tossina botulinica determina una paralisi flaccida, vale a dire un rilassamento dei muscoli, in quanto agisce a livello delle terminazioni nervose che innervano la muscolatura, andando ad interferire con il rilascio di un particolare neurotrasmettitore: l'acetilcolina. L’acetilcolina di norma è in grado di “comandare” al muscolo di contrarsi ma, nel momento in cui la tossina botulinica riduce il passaggio dell’acetilcolina dal nervo al muscolo, questa impedisce la contrazione muscolare.


Purtroppo, va indicato che il suo meccanismo d’azione è un’arma a doppio taglio. Trattandosi di una paralisi progressiva coinvolgente i muscoli - in particolare quelli respiratori e deglutitori - è in grado di indurre la morte per soffocamento. Ma allo stesso tempo ci sono molte condizioni patologiche che comportano una eccessiva attività di diversi muscoli (es. spasmi) le quali possono essere curate con tale tossina. Persino l’invecchiamento della pelle può trarne vantaggio perché sfrutta la sua capacità di paralizzare i muscoli lasciandoli in uno stato di completo rilassamento così da appianare le rughe. Ovviamente per questi scopi vengono somministrate al paziente dosi bassissime. Inizialmente la tossina botulinica venne utilizzata in medicina per prevenire proprio gli spasmi neuromuscolari delle palpebre e per correggere lo strabismo, ma a partire dal 1987 cominciò ad essere impiegata negli Stati Uniti anche nell'ambito della chirurgia estetica.


Altre applicazioni

Un'altra importante indicazione all'uso della tossina botulinica è l' "iperidrosi", ovvero l'eccessiva produzione di sudore a livello delle mani, piedi o ascelle che può essere significativamente eliminata con questo trattamento. In questo caso il Clostridium Botulinum provoca un blocco a livello delle sinapsi (interfaccia ghiandola sudoripara e sistema nervoso autonomo), arrestando sempre il rilascio dell'acetilcolina. Questo farmaco infatti, se iniettato sottocute, determina un blocco delle ghiandole sudoripare e di conseguenza un blocco della sudorazione.


Recentemente la tossina botulinica ha ricevuto anche l’indicazione per il trattamento di alcuni disturbi vescicali, quali la vescica iperattiva e l’incontinenza neurologica da lesioni del midollo spinale o dovuta a Sclerosi Multipla.


Non è il primo caso in cui l’uomo è stato in grado di trarre benefici da microrganismi e loro prodotti, di cui alcuni straordinariamente preziosi. Per esempio, uno degli alimenti più comuni sulle nostre tavole, lievita grazie alla fermentazione da parte del Saccharomices cerevisiae, microrganismo da cui è costituito il famoso agente lievitante lievito di birra; i fermenti lattici non sono altro che batteri appartenenti soprattutto ai generi Lactobacillus e Lactococcus, essenziali per favorire il mantenimento della flora intestinale normale. Senza dimenticare che il più noto produttore di antibiotici è una muffa, il Penicillum, da cui è stata estratta la Penicillina, primo antibiotico utilizzato in medicina. Questo mostra come i batteri, e altri microrganismi che riusciamo a vedere solo al microscopio, condizionano per molti aspetti la vita dell’uomo: alle volte fungono da alleati ed altre da nemici. Basta conoscerli.

Micaela Sasson