Attività motoria e nutrizione nel Diabete Mellito di tipo 2

Il DMT2 (diabete mellito di tipo 2) rappresenta la principale tipologia delle diagnosi di diabete, una patologia considerata oggi una pandemia in quanto molto diffusa a livello globale; secondo i dati IDF del 2015 (International Diabetes Federation) 415 milioni di persone al mondo sono affette dal diabete nelle sue varie forme, causando circa 5 milioni di morti nel 2015. L’insorgenza della patologia è di solito in età medio-avanzata, ma negli ultimi anni a causa soprattutto di un aumento dell’incidenza di sovrappeso e obesità, anche giovanile, l’età di insorgenza può essere anche inferiore.

Il DMT2 consiste tendenzialmente in una ridotta sensibilità insulinica, ormone pancreatico che ci consente di far entrare il glucosio all’interno delle nostre cellule; ciò va quindi a determinare iperglicemia a digiuno ed un ridotto assorbimento di glucosio in seguito ad un pasto, determinando elevati picchi glicemici.

La patologia crea danni a breve e lungo termine; nell’immediato può causare ad esempio, chetosi e iperosmolarità, mentre nel corso degli anni, soprattutto se la patologia è mal controllata, causa gravi danni d’organo denominati come neuropatia, nefropatia e retinopatia diabetica.


La prevenzione della patologia, il mantenimento della stessa e il controllo delle complicanze annesse, sono strettamente legati ad una regolare pratica di attività fisica e all’adesione ad un corretto regime alimentare, ed ora ne spiegheremo brevemente il perché.


Il soggetto con DMT2 deve prediligere una dieta molto varia, senza escludere nessun tipo di alimento, compresi i carboidrati. Largo spazio alle fibre, derivanti da cereali integrali, frutta e verdura. L’assunzione di frutta tuttavia, dovrà essere moderata, soprattutto prediligendo la scelta di quella con basso IG (indice glicemico), come le ciliegie, le prugne, il pompelmo, le mele, le pere, le fragole, le albicocche, le arance, le pesche e i lamponi. In generale, è molto importante evitare o ridurre l’apporto di cibi con alto IG ma è fondamentale anche valutarne il carico glicemico (CG), che correla l’IG dell’alimento con il quantitativo di esso.

I macronutrienti devono essere inseriti tutti, apportando grassi, carboidrati e proteine; cercare di ridurre l’introito di acidi grassi saturi e di zuccheri semplici, evitare merendine, dolciumi vari e bibite zuccherate ed aumentare l’apporto di acidi grassi omega3.

Seppur possano esistere varie linee di pensiero è sempre valido il consiglio di effettuare cinque pasti giornalieri, proprio per evitare eccessive variazioni dei valori glicemici e un’eccessiva stimolazione a livello pancreatico.

L’attività motoria ci consente di utilizzare un maggior quantitativo di glucosio, soprattutto a livello del tessuto muscolare, migliorando la sensibilità insulinica e i valori glicemici.

Varie tipologie di attività fisica sono utili al soggetto diabetico, sia di potenziamento muscolare sia di resistenza, quindi l’integrazione di entrambe le forme potrebbe essere una buona alternativa. 

Per i soggetti con trattamento insulinico e con ipoglicemizzanti orali è basilare controllare i livelli glicemici prima e dopo l’esercizio fisico, portare sempre con sé uno snack (utile in caso di ipoglicemia) e bere frequentemente. Soprattutto se il soggetto presenta complicanze annesse al diabete è bene farsi adeguatamente consigliare e seguire sulla tipologia di attività fisica più adatta; infatti in certi casi alcune tipologie di attività potrebbero essere anche dannose, come ad esempio nel caso di ulcere o di neuropatia la corsa non è assolutamente adeguata. Inoltre è sempre bene evitare la pratica di sport pericolosi e stare possibilmente in compagnia, ad esempio durante la pratica di uno sport acquatico.

Integrando un’alimentazione adeguata ed un’attività fisica giornaliera possiamo notevolmente migliorare il profilo lipidico e glicemico, ridurre il peso corporeo e tutti i fattori di rischio connessi all’insulino-resistenza e al diabete. Nella vita di un soggetto con DMT2, esercizio fisico e dieta, sono quindi due colonne portanti che assieme al trattamento farmacologico consentono un miglior controllo della patologia ed un innalzamento della qualità della vita.


Pierini Carolina


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