Attività fisica e nutrizione: impatto nell'osteoporosi


L’osteoporosi determina una riduzione della massa ossea e si verifica soprattutto nelle donne in menopausa, ma non solo. Diverse condizioni infatti, possono predisporre il soggetto alla patologia tra le quali l’inattività fisica, l’abuso di alcol, la magrezza eccessiva, prolungate terapie con corticosteroidi, scarsa assunzione di calcio etc.

L’osteoporosi coinvolge sia la parte organica (proteine) sia inorganica (minerali) dell’osso, determinando seri danni a livello strutturale. Le ossa vengono costantemente distrutte e ricostruite nell’arco della vita, grazie ad una serie di fattori ormonali, in cui giocano un ruolo fondamentale l’azione di fegato e reni e la presenza di vitamina D e calcio; non dimentichiamo inoltre, il ruolo del paratormone e della calcitonina nel metabolismo del calcio.

Di seguito parliamo brevemente di come due fattori, da noi gestibili quotidianamente, incidano sulla prevenzione e sul trattamento dell’osteoporosi.

Dieta

Durante tutto l’arco della vita come sappiamo, è essenziale seguire sempre un’alimentazione varia ed equilibrata; parlando di osteoporosi dobbiamo inoltre fare attenzione ad alcuni fattori nello specifico.

La dieta deve garantire un adeguato apporto di tutti i macro e micronutrienti, tra i quali ricordiamo ad esempio, un intake giornaliero di calcio di 800-1000 mg al giorno, in un soggetto adulto ed in condizioni fisiologiche.

E’ essenziale non introdurre alti livelli di fosforo, proteine e zuccheri, in quanto possono determinare un’aumentata escrezione di calcio nelle urine.

Inoltre è bene assumere adeguate quantità di vitamina K1 per garantire l’attivazione di osteocalcina, fondamentale per la salute delle nostra ossa, in quanto consente al calcio di fissarsi nelle ossa e nei denti e non in altri tessuti.

I livelli di Vitamina D sono molto importanti per l’apposizione ossea, ma poiché è scarsamente presente negli alimenti, per sintetizzarla è essenziale una minima esposizione cutanea alla luce solare durante tutto l’arco dell’anno.

Si deve cercare inoltre di mantenere un peso ottimale sempre, evitando dimagrimenti eccessivi e bruschi e facendo diete troppo restrittive.

Attività fisica

Durante tutte le tappe della vita è fondamentale la pratica costante di attività fisica per consentire un adeguato sviluppo osteomuscolare e quindi fare un’azione di prevenzione.

In un soggetto con osteoporosi va consigliata la pratica costante di essa facendo però attenzione alla tipologia proposta. Quest’ultima deve essere infatti volta ad una sollecitazione dell’apparato osseo ma senza danneggiarlo; bisogna infatti considerare che il soggetto, soprattutto se in condizioni di osteoporosi severa, ha una maggior predisposizione nell’incorrere in fratture, soprattutto in alcuni distretti corporei, anche con traumi di lieve entità.

L’esercizio fisico deve quindi essere utile ad aumentare i livelli di forza muscolare, di mobilità articolare e di equilibrio e la propriocezione; tutti questi elementi vanno a determinare una miglior efficienza fisica del soggetto sotto l’aspetto cardiovascolare e metabolico ed anche un miglior assetto posturale (spesso compromesso), riducendo tra l’altro il rischio di cadute.

Le attività da consigliare (seppur andrebbe vista ogni singola situazione) sono sia di tipo aerobico sia di rinforzo muscolare, ovviamente con carichi adeguati (meglio non prendere iniziative!!). Le camminate sono molto consigliate, cercando però di evitare terreni troppo instabili; il nuoto e il ciclismo, pur essendo molto validi per vari aspetti, non rappresentano attività specifiche per il trattamento dell’osteoporosi. E’ sempre bene lavorare anche sull’aspetto posturale, con esercizi specifici di rinforzo muscolare, soprattutto della regione dorso lombare e delle zone più facilmente sottoposte a traumi.

L’attività fisica deve comunque essere sempre associata ad un’adeguata alimentazione e deve rispettare carichi di lavoro e recupero adeguati, non portando mai il soggetto ad una condizione di overtraining e/o overreaching, situazioni estremamente pericolose anche per la salute del nostro apparato osteoarticolare.


Carolina Pierini

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